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Le miniere di Gonnosfanadiga-Villacidro

Le miniere di
Gonnosfanadiga-Villacidro

  1. Fluminimaggiore
  2. Gonnosfanadiga-Villacidro
  3. Sardegna centrale
  4. Monte Narba (San Vito-Muravera)
  5. Salto di Quirra - Gerrei
  6. Nurra (Alghero) e Planargia
  7. San Vito - Villaputzu
  8. Rio Ollastu (Burcei)
  9. Arburese (Arbus)
  10. Iglesias-Gonnesa
  11. Iglesias-Marganai (Domusnovas)
  12. Monte Arci (Pau)
  13. Sulcis (alto e basso)
  14. Salto di Gessa (Buggerru)
  15. Barbagia - Alto Sarcidano
  16. Gerrei - Parteolla
  17. Monte Albo (Lula)
  18. Silius
  19. Ogliastra
  20. Orani - Nuorese
  21. Sassarese
  22. La Maddalena - Gallura

Risorse in rete su Gonnosfanadiga

Risorse in rete su Villacidro

La fonderia di Villacidro


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Gonnosfanadiga è un centro agricolo di circa 7500 abitanti situato sulle pendici orientali del Monte Linas (vedi la cartina). La zona fu abitata sin dal Neolitico, come dimostrano numerosi reperti e tracce di villaggi. Il paese deriva dall'unione di due differenti insediamenti consolidatisi nel tempo, uno sulla riva destra del Riu Perd'e Pibera (Gonnos = "collina"), il secondo sulla riva sinistra (Fanadiga, nome derivante dal termine latino "fanum" = "luogo sacro").

Il villaggio subì le sorti di molti altri insediamenti della Sardegna: la dominazione di Roma, prima (III sec. a.C. - V sec. d.C.), di Bisanzio, poi (VI - VIII). Durante la dominazione bizantina forte fu la penetrazione dei monaci orientali, come dimostrano i resti di molte chiese campestri risalenti a quell'epoca. A questi ultimi è da far risalire l'introduzione della coltivazione dell'ulivo, che avrą un ruolo importantissimo nel futuro del paese.

La condizione periferica dell'isola rispetto al centro dell'impero bizantino la espose alle continue scorrerie saracene. L'isola si trovò nella condizione di dover organizzare da sola la propria difesa. È in questo contesto che si consolida l'organizzazione giudicale, che divise l'isola in quattro organizzazioni statali più o meno centralizzate chiamate giudicati (IX - XV). I due villaggi di Gonnos e di Fanadiga, sempre più integrati l'uno con l'altro, fecero parte del giudicato d'Arborea, che aveva Oristano come capitale.

Quando l'esperienza giudicale fu interrotta dall'invasione aragonese, il villaggio di Gonnosfanadiga e il suo territorio fu infeudato in vari feudi che si succedettero nel tempo. Questa fase si interruppe nei primi anni dell'800, anni in cui l'amministrazione sabauda con la "legge delle chiudende", tesa a favorire la creazione della proprietà privata nelle campagne, pose fine all'organizzazione feudale che aveva retto le campagne sarde sin dall'arrivo degli spagnoli. È in questo periodo che si sviluppa enormemente la coltivazione dell'olivo, processo che dà alla campagna di Gonnosfanadiga l'aspetto attuale.

Tra '800 e '900 il paese si sviluppa lentamente sino alle dimensioni attuali. Il 17 febbraio 1943 Gonnosfanadiga viene coinvolta suo malgrado direttamente nel conflitto che sconvolgeva l'Europa e il mondo intero. Il paese, infatti, subisce un breve ma sanguinoso bombardamento da parte dell'aviazione alleata, che provoca un centinaio di vittime.

clicca per ingrandire la mappa che mostra la posizione delle miniere di Gonnosfanadiga

Lo sfruttamento dei piccoli giacimenti del gonnosfanadighese avviene tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Di una certa importanza fu la miniera di Perd'e Pibera, che fu attiva sino agli anni '60 del secolo passato.


Risorse in rete [collegamenti a siti esterni]

Gonnosfanadiga

Sito realizzato dai partecipanti al corso di alfabetizzazione informatica all'interno del "Progetto Sardegna 2000". Al suo interno notizie sulla storia del paese, sulle risorse archeologiche e ambientali del territorio. Assenti le notizie sulle miniere.

  1. Salaponi
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