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(Miniere di San Vito - Villaputzu)
Miniera di S'Acqua Arrubia

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San Vito - Villaputzu

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L'area di Baccu Scottis - S'Acqua Arrubia fu oggetto di ricerche minerarie per piombo, argento già dal 1880, mentre ai primi del '900 operò la Soc. Miniere di Lanusei (1918), mentre diversi permissionari fecero ricerche nei pressi del Nuraghe Cuili Gureu. Altri lavori furono eseguiti nei pressi del Rio Is Crabilis per galena, barite e fluorite.

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Il permesso di ricerca di S'Acqua Rubia (o anche S'Acqua Arrubia) fu accordato nel 1920 ai Sigg. G. Concas e M. Pisu di Villaputzu per minerali di piombo, zinco, ferro, manganese e argento. Il permesso fu vigente fino al 10 agosto del 1926. I lavori minerari comprendevano una galleria lunga circa 10 metri, un pozzo di 3 metri e trincee per 100 mc. Era presente inoltre un caseggiato (ora ridotto a rudere) e un muraglione con tettoia dove si presume avvenisse la cernita del minerale.

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Negli anni '30 con il permesso di Bruncu S'Erbuzzu il Sig. Vito Mameli di Iglesias ricercava solfuri misti riprendendo gli antichi lavori con trincee e gallerie, ma con scarsi risultati.

Dal 1927 al 1929 G. Concas e altri ricercarono piombo, argento, zinco, rame, ferro e arsenico nella stessa area.

Dal 1944 al 1960 la Soc. Fiat iniziò le ricerche di molibdeno e ferro in un'area di 517 ettari che abbracciava i permessi di S'Acqua Rubbia e di Cuili Murgioni

La Soc. Fiat approfondì le vecchie gallerie e ne intestò di nuove. Dai lavori risultano le gallerie: Torino inferiore, Torino superiore, Ribasso Fiat A, Ribasso Fiat B e Ribasso Fiat C.

Il tenore del rinfuso estratto dalla galleria Torino superiore si aggirava sul 0,5% in Mo.

La Soc. Fiat prese in considerazione l'estrazione a cielo aperto, ma gli scavi non portarono i risultati sperati e costrinsero la società ad abbandonare il permesso di ricerca.

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La Geologia

L'area è caratterizzata da rocce metamorfiche del Siluriano-Devoniano intensamente fagliate; scisti e calcari del Siluriano-Devoniano erano attraversati da frequenti faglie e anche la mineralizzazione per questo motivo appariva discontinua. La mineralizzazione a molibdenite affiorava invece all'interno degli scisti e in concordanza con essi. L'area di Baccu Scottis è nota anche dal punto di vista paleontologico per la presenza di un importante banco scistoso a Graptoliti, attribuito al Lockoviano (Devoniano inferiore: 411-416 Milioni di anni fa).

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La Mineralizzazione

La mineralizzazione a solfuri di piombo e zinco era all'interno di un filone quarzoso-baritico di direzione NO-SE e di potenza di 3 metri.

Nella parte alta del permesso a quota 170 metri slm affiorava il filone quarzoso ed era attraversato da venette di molibdenite con solfuri di piombo, zinco e ferro.

I lavori minerari che si susseguirono, si concentrarono su diverse mineralizzazioni: la ricerca di solfuri metallici, la ricerca di molibdeno e quella per il ferro, vista la presenza di un banco ad ossidi di ferro sottostante i calcari siluriani.

La probabile genesi delle mineralizzazioni a solfuri è idrotermale-pneumatolitica collegata all'orogenesi Ercinica. Altre mineralizzazioni presenti nell'area e associate ai calcari siluriani metasomatizzati sarebbero di tipo Skarn.


I Minerali di Genna Muxerru

Acantite, Andradite, Barite, Blenda (Sfalerite), Calcopirite, Ematite, Fluorite, Galena, Goethite, Magnetite, Marcasite, Molibdeno, Pirite, Pirrotina, Quarzo.


Bibliografia

Archivio EMSA - Progemisa

Autori Vari "Rendiconti della Società Paleontologica Italiana: Il Siluriano della Sardegna", 2009.

Corradini Carlo "Scheda Ispra - Gli scisti a Graptoliti" - Note alla Carta Geologica d'Italia 1:50.000.

Carta Geologica in scala 1:50.000, Foglio n. 549, Muravera.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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